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Mondiali paralimpici, Arjola Dedaj, un salto nella storia: oro nel lungo T11


da La Gazzetta Dello Sport
di Claudio Arrigoni - (21 luglio 2017)

A Londra l'azzurra (guida Vanessa Palombini) batte tutti con un salto a 4,65 metri. La consacrazione che la fa diventare la stella dall’atletica paralimpica azzurra

Il cielo di Londra ha visto brillare un’altra stella azzurra. Arjola Dedaj (guida: Vanessa Palombini) ha conquistato la medaglia d’oro nel lungo T11 (ciechi) ai Mondiali paralimpici di atletica con un salto a 4,65 m, davanti Takada (Gia) a 4,49, e Zhong (Cin) a 4,44.

Albanese di nascita, ora cittadina italiana, è arrivata in Italia con papà e fratello. Non era ancora cieca quando attraversò il mare, ma ipovedente. Nel tempo la sua vista è scomparsa definitivamente per una malattia degenerativa. Vive a Milano con Emanuele Di Marino, l’azzurro che ha vinto il bronzo nei 400m T44 (disabilità arti inferiori) e sarà impegnato oggi nelle qualificazioni dei 200m con Manigrasso (De Vidi in finale dei 100m). Insieme formano la Coppia dei Sogni, progetto molto social fra facebook, twitter e instagram che li ha portati prima verso Rio e ora verso Tokyo 2020. Proprio al suo compagno nella vita è dedicato il primo pensiero: “Emanuele mi ha fatto anche da tecnico e da guida, se sono qui è grazie a lui”. Arjola ed Emanuele sono infatti allenati a distanza dall’inglese Hailey Geen, ma sulla pista è Emanuele a fare anche da guida ad Arjola. Le ha portato fortuna la mascherina disegnata da Marta, 11 anni, figlia di amici suoi e di Emanuele.

Rio — E’ diventata italiana dopo essere arrivata in Italia per cambiare la vita. L’oro mondiale di Londra 2017 la fa diventare stella dall’atletica paralimpica azzurra. Ha partecipato alla Paralimpiade di Rio: nella finale di salto in lungo, categoria T11 (non vedenti), si è piazzata in sesta posizione stabilendo il nuovo primato italiano di 4.51, poi migliorato quest’anno a 4,67, mentre nei 100 metri, insieme alla guida Elisa Bettini, ha eguagliato il suo personale, correndo nella batteria più difficile in 13”43. Proprio la difficoltà ad avere guide è stata una delle cause per la sua assenza dalle gare di pista a questo Mondiale di Londra. Ma visto il risultato del lungo non c’è rammarico.

Multisportiva — Attraversò il mare per raggiungere la mamma in Italia. Già la vista si stava spegnendo. Smise di vedere, ma non di sognare. Lo sport era anche quello. E’ una multisportiva. Ha vinto un campionato italiano di danza sportiva. Iniziò a giocare a baseball per ciechi con il Gruppo Sportivo Non vedenti di Milano. Poi l’atletica, iniziata seriamente a fine 2012, proiettandosi da subito in buoni risultati nella velocità e nel salto in lungo. Detentrice dei record Italiani indoor dei 60mt e 200mt e del salto in lungo ha monopolizzato la categoria T/F11 italiana di queste ultime tre stagioni. Ha ottenuto tre medaglie agli Europei di Swansea nel 2014 (100, 200mt e Long Jump) e due agli Europei di giugno 2016 a Grosseto: doppio bronzo, in 200m e nel lungo. Poi la Paralimpiade brasiliana e ora l’oro Mondiale che corona mesi di sacrifici e allenamenti da dividere con il lavoro.

Claudio Arrigoni

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