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Nuoto

Rabbolini e Masini l'energia dei lombardi alla Paralimpiade.


da Gazzetta dello Sport
di Elena Sandre - (7 settembre 2016)

Si dice che la Lombardia sia il giardino del mondo. Dei 106 sportivi italiani che in questi giorni sono in viaggio per le Paralimpiadi di Rio de Janeiro, 25 sono nati in Lombardia. In numeri: più del 20%.

LA Più GIOVANE Si chiama Martina Rabbolini, vive a Villa Cortese (MI) ed è una nuotatrice non vedente, tesserata per la società Gsd Non vedenti Milano onlus. Classe 1998, è la più giovane della spedizione lombarda, nuota nei 100 metri dorso, nei 50, 100 e 400 stile libero, nei 100 rana e nei 200 misti per le categorie SB11 e SM11. E quella brasiliana è la sua prima Paralimpiade: "A 3 mesi, mi hanno buttato in acqua e non ho mai pensato di cambiare sport - racconta - anzi, quando avevo dieci anni, sono andata dai miei genitori e ho detto: così non mi basta. Voglio fare le gare ed essere brava". Non vedente dalla nascita, Martina è allenata da Andrea Caruggi e, nel suo curriculum, ci sono tanti piazzamenti, il migliore dei quali è un 4° posto nei 100 metri rana nel 2014 agli Europei di Eindhoven: "Le finali di ogni gara sono il mio obiettivo minimo per questa Paralimpiade. Soprattutto, voglio divertirmi: perché io mi diverto proprio a stare in acqua e a litigare con il cronometro". Il suo esempio sportivo è Cecilia Camellini, nuotatrice anche lei non vedente, plurimedagliata a Londra 2012, che a Rio gareggerà in vasca con Martina: "La cosa non mi mette ansia. Anzi, mi dà una grande carica. Il mio rito scaramantico? Entro in vasca sempre con le unghie fatte. Mi sbizzarrisco con i colori. Per esempio, ora le ho bianche, rosse e verdi, come la bandiera italiana. Almeno, così mi dicono...". L'appuntamento con la prima gara è per il 9 settembre, con i 100 metri dorso.

IL NUOVO GIANCARLO Esordiente, sì. Ma a 46 anni. La storia di Giancarlo Masini è una storia di forza di volontà. Che lo ha portato in vetta alle gare di motocross fino a 22 anni, quando un trapianto di tendini lo ha obbligato a smettere. E allora è arrivata la mountain bike con grandi risultati, tanti circuiti vinti, un Europeo master, un negozio di bici nel 2008 e, a seguire, il duathlon, una specialità che lo ha portato al 5° posto del campionato del Mondo di Edimbrugo. Nel 2012, una gara in amicizia di motocross: quei tendini malandrini, quel polso che ha bisogno di una fasciatura e il nastro che si impiglia nella manopola dell'acceleratore. La moto impazzisce e Giancarlo cade di schiena. Prima vertebra rotta e midollo compresso al 50%.

IL RICOVERO Sette mesi in ospedale e una paralisi della parte inferiore delle gambe: funzionano solo i quadricipiti. Non i bicipiti, non i polpacci, non i glutei. "Quando mi hanno chiamato per un provino in nazionale - racconta - mi sono presentato con l'handbike. Ma Mario Valentini e Fabio Triboli mi hanno chiesto se per caso mi fossi dimenticato come si fa ad andare in bici - ride -. Quando salgo sulla bicicletta, sono alla mia altezza naturale. Ho il vento in faccia e sto bene. Nel 2014 sono andato al Mondiale di categoria e mi sono piazzato 2°. Ho dovuto imparare nuovamente a pedalare". Categoria C1, Masini andrà in pista venerdì 9 con l'inseguimento individuale ma punterà sulla cronometro di mercoledì 14 settembre.

Elena Sandre

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E noi, proprio noi, non solo vediamo il mondo, ma lo guardiamo dai campi di sci sulle montagne più alte, dalle barche a vela su laghi e mari profondi, dai rettangoli di equitazione, dai diamanti di baseball e dai poligoni di tiro con l'arco, dalle piste di pattinaggio e dai circuiti di atletica, e ancora non abbiamo finito!
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