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Che donne, le Azzurre dell’atletica. Su tutte, Martina Caironi e il suo record del mondo


da La Gazzetta Dello Sport
di Claudio Arrigoni - (2 giugno 2014)

Un record mondiale dell’azzurra Martina Caironi per chiudere nel migliore dei modi gli Italian Open Championships 2014 di Grosseto, meeting internazionale di atletica paralimpica e sesta tappa del circuito IPC Athletics Grand Prix, valido come Campionati Paralimpici Assoluti, con un record di partecipanti: 340 di 31 Paesi.

Sui 200 metri T42, la sprinter delle Fiamme Gialle corre in 32”64: esattamente mezzo secondo in meno rispetto al suo precedente record iridato di un anno fa (33”14), ottenuto proprio sulla pista dello stadio Zecchini.

“Ho superato me stessa – ha detto sorridendo come sa fare lei alla conclusione della gara la 24enne bergamasca – ed è bellissimo.

In gara mi sono accorta che poteva arrivare un grande risultato.

Non ci sono riuscita sui 100 metri per pochi centesimi, invece oggi ce l’ho fatta.

Alla partenza mi è venuto uno sbadiglio e sentivo cedere il ginocchio, ma era un buon segnale, vuol dire che avevo la giusta tensione.

Mi rendo conto che la mia corsa è più naturale degli anni scorsi, mi sono allenata di più e quest’anno punto a crescere ancora”.

Era una gara dove erano un iti diversi tipi di disabilità, anche i biamputati (come Giusy Versace: record italiano per lei, bissando quello di ieri sui 100, quando vinse con il nuovo primato italiano di 14?44) e i monoamputati, ma sotto il ginocchio.

“Nella seconda parte mi sono superata, quando sono arrivata al traguardo ero morta, non riuscivo a respirare.

Avevo dei punti di riferimento.

Infatti, posso capire la mia gara vedendo gli atleti delle categorie T44 e T43: se sono troppo lontani penso ‘No, non va bene, devo correre più veloce, più veloce, più veloce’.

” Ai giornalisti del Comitato Paralimpico Internazionali lo ha spiegato con un detto popolare: “In Italia diciamo: ‘ Ci sono le carote da prendere’.

Ecco, quando vedo gli atleti davanti a me, penso che li devo raggiungere.

Preferisco avere qualcuno da raggiungere”.

Martina ha anche cambiato la sua protesi all’ultimo momento, da una con una ‘forza 4?, usata il giorno prima, a una con ‘forza 3?: “Se hai una protesi che esprime più forza, devi avere una gamba forte.

Con questa mi trovo meglio”.

In una gara che accorpava diverse categorie, davanti alla velocista medaglia d’oro ai Giochi di Londra e ai Mondiali di Lione, si è piazzata Giusy Versace (Handy Sport Ragusa) che ha conquista il tricolore T43 in 30”23, dopo il primato italiano di ieri sui 100 metri e l’altra sprinter Alessia Donizetti (Omero Runners Bergamo), vincitrice del titolo T44 in 33”25.

La rassegna di Grosseto finisce così con due record iridati, dopo quello ottenuto dal britannico Aled Davies durante la prima giornata (48.69 nel disco F42).

Per Giusy è il nono successo ai Campionati Italiani: 5 sui 100,, 2 sui 200 e 2 sui 60m indoor.

Davvero bravissima: “Ha funzionato la testa e quando è così so che posso fare bene”.

Prime vittorie agi Campionati italiani per Arjola Dedaj.

Arrivata dall’Albania adolescente, con un malattia degenerativa che l’ha portata alla cecità, Arjola ha da poche settimane ottenuto la cittadinanza italiana.

In passato campionessa italiana di baseball con i Thunder’s 5, una delle due squadre del Gruppo Sportivo non vedenti di Milano, ha cominciato anche con l’atletica, seguita da quel tecnico tutta passione che è Marco La Rosa.

Salto in lungo e corse veloci (ha chiuso con la vittoria nei 200m in 28?66) le specialità di Arjola, che sogna Rio2016 e intanto spera negli Europei.

Nelle altre gare della giornata, Annalisa Minetti (Fiamme Azzurre) è di nuovo protagonista nell’impianto maremmano e completa gli 800 metri in 2’24”19, a poco più di due secondi dal record italiano, mentre Assunta Legnante (Anthropos Civitanova) fa atterrare il disco a 34.03, un metro in meno della sua miglior prestazione italiana F11.

Secondo oro nei lanci per Oney Tapia (Omero Runners Bergamo), che si aggiudica il successo anche nel disco con 29.83.

Arrivano poi, oltre alla Caironi, altri cinque primati italiani: di nuovo per Deborah Orsi (Gsh Sempione 82) stavolta nel giavellotto F53 con 6.95, poi Giandomenico Sartor (Aspea Padova) sui 200 metri T54 con 27”18 (+1.7) in batteria, Giacomo Pilagatti (Anthropos Civitanova) nei 5000 metri T36 in 26’37”88, Ruggero Lauroia (Sportinsieme Sud Barletta) nel giavellotto F52 con 10.90 e Maria Rosaria Longo (Il Faro Onlus Siracusa) con 13.49 nel disco F38.

Cade anche un record europeo, per merito della russa Sofia Oksem nel disco F12 con 43.88.

Grande agonismo nelle gare di sprint: sui 100 T43 il più veloce è lo statunitense Joshua Kennison in 11”66 ventoso (+2.2) e precede il tedesco Davide Behre, 11”89.

Il sudafricano Arnu Fourie si prende la rivincita sui 100 T44 con 11”22 davanti allo statunitense Jarryd Wallace (11”30) e allo junior tedesco Felix Streng (11”37), vincitore ieri sulla doppia distanza.

Il Presidente della FISPES Sandrino Porru traccia un bilancio complessivo della manifestazione: “Questi Campionati sono stati un’esperienza entusiasmante, dal record del mondo di Martina Caironi, immagine ed emblema della FISPES e del paralimpismo italiano, all’esordio del quattordicenne Riccardo Bagaini, speranza del futuro.

Oltre ai grandi risultati sportivi conquistati, stavolta la medaglia più importante è sicuramente l’assegnazione degli Europei 2016 all’Italia e alla città di Grosseto, una grande sfida e un’ottima opportunità per lo sviluppo dell’atletica paralimpica.

Sono sicuro che, con lo spirito di squadra dimostrato in questi giorni, potremo sicuramente dar lustro al movimento paralimpico mondiale ponendo l’Italia tra quei paesi in grado di dare un buon esempio in ambito sportivo e anche in quello sociale.

Non posso esimermi dal ringraziare il Comune di Grosseto, l’IPC, il CIP, la FIDAL, il Comitato Organizzatore Locale Grosseto Sport Insieme, tutti i numerosi volontari e l’intera famiglia FISPES per essere stati capaci di organizzare questo straordinario evento”.

Claudio Arrigoni

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