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"PROFONDO COME IL MARE": UN DIARIO DI VITA, UN INNO ALLA VITA


da Disabili.com
di Alessandra Babetto - (24 novembre 2010)

Parlo anzitutto di Persone. Di quello che mi hanno lasciato... La giovane protagonista di questa intervista è Myriam, ha 22 anni e nella vita vuole diventare educatrice per disabili.

Il suo libro, "Profondo come il mare", nasce proprio come un diario della sua attività di volontariato. Il libro raccoglie e presenta, con entusiasmo e sincerità, le esperienze di vita e di amicizia di Myriam che - lo sottolineano tutti quelli che la conoscono - ha una straordinaria capacità di avvicinare il "mondo della disabilità" e di muoversi in esso con grande creatività.

Sono storie di incontri, di scontri, di avventure raccontate con un grande senso di autoironia che diventano denunce chiare e proposte altrettanto chiare.

Per entrare un po' più nel dettaglio le abbiamo fatto qualche domanda.

Myriam, da dove scaturisce la tua esperienza di incontro con i disabili e come è nata l'idea del libro?

Ho sempre avuto il desiderio di aiutare l'altro, fin da piccola. L'incontro con le persone con disabilità è stato casuale. Sono capitate sul mio cammino. E ho deciso di seguirle. L'idea del libro è anch'essa casuale, nel senso che io ho sempre avuto la passione di scrivere, di annotare i ricordi... così scrivevo man mano che mi accadevano delle esperienze particolari e solo dopo ho pensato a un libro.

Se dovessi raccontarci il libro in qualche riga, come lo riassumeresti?

Assomiglia molto ad un documentario. É un diario della mia esperienza, del mio incontro con le persone con disabilità. È la storia di uno scambio con "certi altri". Parlo anzitutto di Persone. Di quello che mi hanno lasciato...

Ci hai raccontato che l'obiettivo che vuoi raggiungere con questo libro è dare voce prima di tutto alle storie di vita dei disabili con cui hai condiviso tante esperienze, ce ne racconti qualcuna che ti ha colpito in particolare?

Beh tutte le storie di questo libro sono belle. Anche perché sono raccontate cose che la gente non è abituata a sentirsi dire sulle persone con disabilità. Sicuramente la storia di Giada (n.d.r. nella foto con Myriam), quasi mia coetanea... combattiva, determinata, coraggiosa e ironica merita di essere letta e specialmente dai giovani. Poi anche la storia di Silvia Parente, campionessa non-vedente di sci paralimpico e medaglia di bronzo alle Paralimpiadi invernali di Torino 2006. Che ci svela tutti i segreti dello sci per non-vedenti. Sport che per molti non ha assolutamente nulla in comune con la cecità. E invece...

Nel presentare la tua opera ci hai anche detto che in questo libro porti la sofferenza, ma anche "un approccio alla vita che è unico", a cosa fai riferimento? Cosa di questo approccio ti ha affascinato a tal punto da spingerti a metterlo per iscritto e cercare di condividerlo con il mondo intero?

Ma, molto banalmente la loro vita quotidiana! Affrontata con il sorriso, l'ironia, e non sempre con il solito "piangersi addosso". È un approccio unico che non è tanto diverso dai come noi "persone ordinarie" affrontiamo la vita. Solo che di loro si parla poco e io vorrei che la gente sapesse che cosa una persona con disabilità prova, quali sono le sue sfide, e che -perché no- si possa guardare alle persone con disabilità anche come un esempio da seguire.

Infine, per chi volesse leggere il tuo bel libro, dove lo può trovare?

Il libro esce con le Edizioni Paoline quindi sicuramente nelle librerie delle Paoline. Ma anche in qualsiasi altra libreria, se non c'è lo si può far prenotare, oppure nei negozi on-line, cercando il titolo con un comune motore di ricerca.

PER APPROFONDIRE: Il blog di Myriam "Pezzi della mia vita" IN DISABILI.COM: STORIE DI DISABILITA':

IL MIO PODERE DI DANIELE FURLAN "GUARDAMI", LA VITA LETTA CON GLI OCCHI DEI DISABILI

Alessandra Babetto

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E noi, proprio noi, non solo vediamo il mondo, ma lo guardiamo dai campi di sci sulle montagne più alte, dalle barche a vela su laghi e mari profondi, dai rettangoli di equitazione, dai diamanti di baseball e dai poligoni di tiro con l'arco, dalle piste di pattinaggio e dai circuiti di atletica, e ancora non abbiamo finito!
Non ci servono occhiali per vedere questo mondo meraviglioso, lo vediamo attraverso lo sport!

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