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Baseball

Il baseball, uno sport ad occhi chiusi


da Il Corriere Braille
di Francesco Cusati - (1 giugno 2009)

Non vorrei essere retorico nel raccontarvi quali siano gli indubbi vantaggi dell'attività sportiva, non solo per chi ha problemi di vista più o meno gravi. Non vi dirò che lo sport aiuta chi lo pratica a fare i conti con se stesso e con i propri limiti. Non vi dirò che lo sport aiuta a creare amicizia e confronto, creando occasioni di vita. Non vi dirò che grazie alla pratica di uno sport si riescono a sviluppare al meglio alcune abilità quali il senso della direzione, coraggio e dinamismo. Questo è ancora più valido per un disabile della vista. Non vi dirò che lo sport è un ottimo strumento di integrazione. Non vi dirò che, soprattutto per gli sport di squadra, lo sport insegna a seguire e ad attenersi alle regole.

E allora di cosa vi parlerò?

In questo mio modesto contributo mi piacerebbe prendere in considerazione lo sport come metafora della vita, con le sue vittorie e le sue sconfitte, le gioie, i sacrifici, la fatica e i dolori, l'importanza dei compagni di squadra e il raggiungimento di un obiettivo comune.

I grandi avvenimenti sportivi, aveva scritto Alberto Brambilla, un grande giornalista sportivo, «rappresentano in qualche modo i nostri gesti naturali e quotidiani, eseguiti nel modo migliore possibile, una specie di ordine estetico perfetto, che li riscatta e ci riscatta da un mondo che è invece caotico, brutto, freddo. E poi ci insegnano i valori della vita, la gioia, la sofferenza, la giustizia, l'onore, insomma sono un'inesauribile metafora dell'esistenza».

Tutti questi aspetti si trovano nella maggior parte degli sport di squadra che sempre più spesso sono oggetto di studi e approfondimento da un punto di vista sociale e aziendale.

Secondo me, e qui c'è una sorta di conflitto di interesse in quanto io lo pratico da qualche anno, uno sport che incarna una sorta di metafora della vita è il baseball.

Il Baseball è un gioco di squadra ricco di tecnica e strategia. Esso viene disputato tra due team composti ciascuno da nove giocatori che scendono in campo a turno per l'attacco e la difesa. E' in difesa che si stabilisce il ruolo di ciascun giocatore: lanciatore ricevitore, prima base, seconda base, interbase, terza base, esterno destro, esterno centro, esterno sinistro.

Si gioca su un manto erboso, dalle dimensioni di 150 m per 120 m circa, all'interno del quale è tracciato un quadrilatero, detto diamante, delimitato da corsie in terra battuta lunghe 27,5 m. Gli angoli del diamante sono dette «basi» (quella che sta nel vertice inferiore del diamante è detta «casa base»), mentre al centro di esso sta un piccolo rilievo chiamato «monte di lancio»; al di là del diamante il campo prosegue con un'altra area chiamata «campo esterno».

La squadra attaccante schiera nella casa base, uno dopo l'altro, tutti i suoi componenti, nel ruolo di battitore (in inglese, batter). Il battitore ha il compito di respingere con una mazza, di legno o di alluminio, la palla lanciata dal lanciatore (pitcher) che la squadra che si difende ha schierato sul monte di lancio. Oltre al lanciatore lo schieramento difensivo prevede il posizionamento del ricevitore (catcher), dietro la casa base, alle spalle del battitore, mentre gli altri sette si dispongono tre nelle basi libere, uno nell'interbase a mezza strada tra la seconda e la terza base, e i restanti nel campo esterno al diamante. La squadra che difende ha come obiettivo quello di eliminare il battitore della squadra che attacca: questo avviene quando il battitore non riesce per tre volte consecutive a respingere la palla scagliata dal lanciatore. Il lancio deve essere tuttavia giudicato regolare (strike) dall'arbitro: la palla cioè deve essere lanciata all'interno di uno spazio immaginario delimitato in altezza dalle spalle e dalle ginocchia del battitore e in larghezza dal lato che segna la casa base. Se il lanciatore effettua quattro lanci sbagliati (ball), il battitore, e quindi la squadra attaccante, guadagna una base, cioè si sposta dalla casa base a quella successiva in senso antiorario. Obiettivo infatti dell'attacco è quello di compiere l'intero giro del diamante e ritornare alla casa base marcando così un punto. Il battitore per conquistare le basi deve colpire la palla e, abbandonata la mazza a terra, mettersi a correre (in questo momento, da battitore diviene corridore, o runner) e cercare di raggiungere la base prima che il difensore che la presidia rientri nel quadrato della base con in mano la pallina raccolta e inviatagli dai compagni. Un attaccante, effettuata la battuta, può essere direttamente eliminato se la pallina da lui colpita viene intercettata al volo dai difensori; la stessa sorte subisce se viene toccato dalla mano che tiene la palla di un difensore fuori da una base. Un battitore può tuttavia riuscire a segnare un punto a favore della propria squadra con una sola battuta: avviene quando riesce con la mazza a colpire in modo pieno e violento la pallina fino a mandarla oltre la linea presidiata dagli esterni o addirittura fuori il campo di gioco (questo spettacolare colpo viene detto appunto «fuori campo») e ad avere il tempo di percorrere l'intero perimetro del diamante e rientrare alla casa base senza essere intercettato. Il fuori campo spesso consente anche agli altri compagni, precedentemente posizionati sulle basi, di correre alla casa base segnando più punti. Una squadra continua ad attaccare fino a quando non vede eliminati tre dei suoi giocatori: a questo punto si invertono le parti e la squadra che difendeva passa all'attacco, e così via.

Una partita si divide in nove tempi, chiamati innings, e la durata di un inning e quella dell'intera partita sono variabili. Vince la squadra che alla fine dei nove innings ha realizzato più punti.

Negli Stati Uniti, dove con il football, l'hockey e la pallacanestro, il baseball è uno sport nazionale, esistono due campionati, la National League e la American League, che sono tra i tornei più celebri e seguiti di tutto il mondo.

In Italia, il baseball è stato importato dai corpi di spedizione statunitensi durante la seconda guerra mondiale. Negli anni Sessanta ha conosciuto una certa popolarità grazie anche alle vicende di Linus e Charlie Brown, i Peanuts usciti dalla matita di Charles M. Schultz, tifosi e praticanti di questo sport.

In America lo sport è in apparenza selvaggio e confuso, è in verità racchiuso tra regole, dipende dall'iniziativa individuale entro una struttura collegiale (una squadra), è allo stesso tempo aperto e regolato. Non vi sono ministri dello sport, come accade invece in altri paesi: ogni sport è una libera impresa parzialmente sovvenzionata dal governo, ma fondamentalmente è un'entità indipendente che contribuisce alla scena nazionale come qualunque altra impresa di grandi dimensioni.

I campi da gioco stessi riproducono i grandi spazi che, alla fine, sono rimasti senza spazi aperti e quindi sono stati recintati. Ogni diamante ove si gioca a baseball è una versione della frontiera con l'aggiunta degli spettatori, ed ogni stadio coperto con una volta è un ricordo di quel tempo fatto di vita e di sogni, nel quale il limite ultimo era il cielo.

Nel baseball, a differenza degli altri sport americani, però le regole sono inflessibili. Infatti, con pochissime eccezioni, le regole del gioco non sono mai cambiate da cento anni a questa parte. Questo perché, a differenza della pallacanestro, il baseball non dipende dalle dimensioni dei giocatori, piuttosto dipende da una visione dell'evoluzione umana secondo cui le persone non cambiano molto, certamente non nell'arco di cento anni, e quindi dovrebbero fare il possibile entro i limiti che sono loro dati.

Tuttavia, agendo entro i suoi limiti il baseball, tutto considerato, ha a che fare con il singolo individuo. In altri sport è la palla che segna il punto: nel baseball è la persona a segnare. Il gioco è stato pensato in modo da focalizzarsi sugli americani, nelle loro lotte individuali. E quindi molte azioni di gioco, come il rubare la base, mettono alla prova la capacità di ognuno di compiere un lavoro specifico, di prendere una decisione personalmente e d'improvvisare. (Il baseball è l'unico sport nel quale una squadra, sotto di molti punti e con un solo battitore rimasto, può ancora vincere).

Il gioco ritorna sempre al confronto fondamentale tra lanciatore e battitore, con il ricevitore come unico attore rivolto verso il campo e che, quindi, vede tutta l'azione: egli presiede all'azione come un dio con la maschera accovacciato. Il ruolo del lanciatore è più malizioso di quello del battitore, ma il ruolo del battitore è più umano: il lanciatore gioca in attacco ed in difesa allo stesso tempo, egli opera per tentare ed ingannare. Il battitore non può sapere cosa accadrà: può fare un affondo per respingere la palla o può assistere ad uno strike e finire così per sembrare lo sciocco di turno.

Tuttavia ha una mazza nelle sue mani e se tutto va bene e lui riesce a compiere quella difficilissima impresa nello sport che consiste nel colpire una sfera piccola e dura, che viaggia a più di novanta miglia all'ora, con un bastone pesante ed arrotondato, allora il destino è sconfitto per un istante e il potere sulla vita è suo.

Il baseball ispira più alta letteratura di qualunque altro sport. Gli scrittori americani, i romanzieri Ernest Hemingway, John Updike, Bernard Malamud e la poetessa Marianne Moore hanno visto in questo sport il paese dei sogni.

Il baseball è un gioco che, come pochi altri, rispecchia due degli aspetti più importanti e crudeli della vita: la solitudine dell'uomo che lotta per affermarsi e la capacità di inserirsi, utilmente, nella sociètà; infatti sul campo l'atleta gioca contro 9 avversari ma batte per i suoi compagni che lo incitano dalla panchina.

E cosa c'entra il baseball con lo sport ad occhi chiusi?

Beh, anche i ciechi possono giocare a baseball con alcuni accorgimenti e limitazioni ed ecco che tutto quello che si è detto sul baseball rimane valido per chi non vede.

Il baseball per ciechi è nato oltre 10 anni fa. La passione per lo sport di alcuni ex giocatori bolognesi di baseball e alcuni adattamenti studiati ad hoc hanno permesso che anche i non vedenti potessero praticare il Bxc ovvero il baseball per ciechi.

Per più di un anno tecnici, giocatori e volontari non vedenti hanno eseguito innumerevoli prove e solo il 16 ottobre 1994 si è disputata la prima partita dimostrativa di baseball per ciechi.

Nel 1998 si è costituita a Bologna l'Associazione Italiana Baseball Per Ciechi (Aibxc - web: www.aibxc.it) che organizza e gestisce le competizioni (Campionato, Coppa Italia e Torneo di fine stagione).

Attualmente in Italia vi sono sei squadre (Bologna White Sox, Cvinta Ravenna, Empoli Aquilone, Fiorentina Bxc, Lampi Milano e Thunder's Five Milano) che disputano il campionato nazionale, la coppa Italia e vari tornei. Nel 2008 il campionato è stato vinto dai Thunder's Five di Milano al loro terzo successo in 4 anni. Mentre la Fiorentina, battendo in finale i Tuoni di Milano, ha conquistato la Coppa Italia. Il campionato 2009, iniziato a fine marzo, si preannuncia molto equilibrato e sarà certamente ricco di sorprese e soddisfazioni.

Bxc - Descrizione del gioco

Le squadre sono composte da 5 giocatori ciechi e da un giocatore vedente. A quest'ultimo si unisce, nella fase di difesa, un altro vedente con funzioni di semplice assistenza. I due, nella fase d'attacco, fungono da Suggeritori, uno in seconda e l'altro in terza.

Il campo di gioco difensivo è quello esterno sinistro dietro la linea seconda-terza.

- La prima base è sonora.
- La seconda base, che è il primo obiettivo del battitore è posta a 50,90 m dalla casabase.
- Le distanze tra seconda e terza e tra terza e casa base si confermano in 27,43 m.
- La seconda base difensiva è la base originale.
- La casabase, per il corridore è un traguardo di 3,96 m.
- La linea di fuoricampo è posta a 57,91 m.

Una peculiarità del Bxc è l'assenza del lanciatore. Il battitore batte - a mo' di fungo - la palla. Questa per essere buona deve superare la linea terza-seconda dopo aver rimbalzato almeno una volta. Il battitore-corridore tenta di raggiungere la seconda base oltrepassando la prima. E' salvo se vi giunge anticipando l'arrivo del tiro del difensore cieco al difensore vedente sul cuscino di seconda. Come ausilio per la corsa vi sono diversi riferimenti sonori: alla prima base, come già detto, (un claxon), alla seconda e terza base un suggeritore munito di palette di legno.

Al battitore sono concessi tre tentativi di battuta.

Se non riesce nel suo intento é chiamato strike out.

La conquista della terza base e del punto avvengono sulle battute successive. I corridori possono lasciare la base solo dopo che l'arbitro ha chiamato «buona». E ciò avviene quando la palla, battuta regolarmente, supera la linea terza-seconda.

La conquista di seconda e terza da parte del corridore avvengono per toccata del cuscino. Il contatto può non essere mantenuto.

Il battitore-corridore e il corridore possono tentare la conquista di una extrabase solo dopo che un difensore cieco abbia effettuato il tiro.

La conquista del punto avviene per superamento del traguardo di casabase.

Se la palla battuta buona dal battitore supera 57,91 m é fuoricampo.

Il difensore vedente può raccogliere la palla battuta verso di lui senza però perdere il contatto con la seconda base. Eliminerà, in questo caso, soltanto il battitore-corridore. La palla è morta. Eventuali corridori rientrano alla base di partenza.

Una battuta che giunga al volo direttamente in territorio buono è causa di eliminazione automatica del battitore - «out». La palla è morta. Eventuali corridori rientrano alla base di partenza.

Le riprese sono normalmente sette per partite singole e cinque per doppio incontro.

Materiale di gioco

Una palla da baseball di peso e misure regolamentari forata con cinque buchi e contenente due bubboli o sonagli. La palla sonora è di gomma con forma e peso regolamentare ma provvista di alcuni fori e con all'interno due sonagli di ottone.

Sia il guanto che la mazza sono quelli regolamentari da baseball e softball. Le palette di legno, utilizzate dai suggeritori in seconda e terza base, hanno la dimensione delle mani.

Per ulteriori informazioni potete contattare:

Gruppo Sportivo Dilettantistico non Vedenti Milano onlus
Via Vivaio, 7
20122 Milano
tel-fax: 0276004839
email: info@gsdnovedentimilano.org
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Francesco Cusati

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