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PARALIMPIADI UNA GIORNATA STORICA PER LO SCI ALPINO: SALGONO COSI' A SEI IN TOTALE (2 ORI, 1 ARGENTO E 3 BRONZI) GLI ALLORI DEGLI ATLETI ITALIANI


Da La Stampa
di Daniela Cotto - (19 marzo 2006)

La Parente regina dei Giochi

Oltre alla gigantista concede la replica Dal Maistro: a medaglia anche la Dameno

SESTRIERE. Oro, argento e bronzo, tre medaglie per lo sci alpino azzurro alle Paralimpiadi sulla pista Kandahar Banchetta «Giovanni Nasi» a Borgata: un trionfo, una festa dipinta con il tricolore come le unghie e i capelli di Daila Dameno, una delle tre protagoniste della giornata.

L'Italia fa gli onori di casa nella disciplina più classica, il gigante e con i tre atleti che hanno dato di più in questa IX edizione: Silvia Parente, oro nei non vedenti, Gianmaria Dal Maistro argento nei non vedenti, Daila Dameno, bronzo nei sitting (seduti).

La stella delle Paralimpiadi è Silvia Parente, guidata dall'inseparabile Lorenzo Migliari con cui fa coppia anche nella vita. In testa dopo la prima manche la milanese ha mantenuto il vantaggio nella seconda rispondendo con i fatti alla provocazione della sua rivale, la francese Casanova che al cancelletto di partenza le aveva sibilato: «Non ti lascerò vincere».

Se la ride, Silvia a fine gara. «Ho sciato bene, il tracciato che ha disegnato il nostro tecnico Paolo Cazzaniga era perfetto».

Tra una dichiarazione alla Rai e una telefonata trova il tempo per rispondere a tutti, fratello e mamma inclusa. La signora Diana arriva con Giovanna, la madre di Lorenzo, e il quadretto nel parterre a bordo pista diventa un dipinto di famiglia.

Lei, la regina della neve, si gode il momento e pensa a come spendere un po' dei soldi che incasserà dai premi Coni (70 mila euro per l'oro e 40 mila per i due bronzi, 110 in tutto): «Sono stanca, stufa di svegliarmi al mattino alle sei per allenarmi a meno dieci. E' ora di smettere. Lorenzo ed io festeggeremo al caldo, in Brasile».

La Parente è una tosta: «Progetti? Matrimonio? Non se ne parla proprio. Stiamo bene così. Lui a Bologna e io a Milano. Poi ci si incontra... Ho altre idee. Finito lo sci mi dedico alla vela, potrei anche far parte di un team che partecipa alla Coppa America».

Poi vuole cambiare lavoro, lasciare il settore informatico. «Vedrò. Devo riflettere. Mi piacerebbe fare la fisioterapista, mi interessano i massaggi e lo shiatshu. Sono anche brava». Lorenzo annuisce.

Silvia è una donna di forte temperamento, come Dalia Dameno, 38 anni, tetraplegica da sette: «Come mi è successo? Sono caduta da un balcone, stavo fumando una sigaretta... Sono svenuta, ero ad una festa. Voglio godermi la vita. Non potete capire quanto sia contenta di questa medaglia.
La dedico a mio padre Fulvio. Da lassù mi ha dato la forza per volare sul podio. Mia madre è qui, piangiamo così tanto insieme!
Per tutto, per quello che è successo, per mio papà...».

Non si lascia travolgere dalle difficoltà, Daila. Con uno splendido sorriso spiega che non vuole perdersi neppure un minuto di vita e per questo alla vigilia delle gare «voglio fare l'amore perché poi vivi nel tuo mondo e nulla ti turba. Domenica (domani, ndr) vedrete, vincerò l'oro».

Si fa seria Daila e mostra il suo monoski dipinto e costruito su misura che costa 3182 euro, poi ci sono gli stabilizzatori, l'equivalente dei bastoncini per i quali ha speso 400 euro: «In questi due anni mi sono dedicata solo allo sci. Questa esperienza mi è costata trentamila euro. Io non lavoro. Spero che il nostro presidente Luca Pancalli vinca la battaglia dei gruppi sportivi militari. Potremmo diventare professionisti».

La festa non finisce. Scendono Gianmaria Dal Maistro e Tommaso Balasso: è argento. Un'altra medaglia per i due atleti di Schio che avevano già conquistato l'oro nel superG dei disabili visivi.

Si tolgono il casco e in volto gli si legge il disappunto: «Ho beccato un palo e mi si è rotta la maschera - spiega Dal Maistro - e l'incidente mi ha disturbato non poco perché io patisco la luce. Poiché ho solo un decimo sto bene nella penombra. Invece in gara avevo il sole negli occhi e mi veniva in faccia la neve che sollevava Tommaso».
Abbraccia la Parente: «E' una fuoriclasse. Ho sentito Giorgio Rocca stamattina. Mi ha fatto gli auguri, mi ha detto che noi abbiamo risollevato lo sci alpino».

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E noi, proprio noi, non solo vediamo il mondo, ma lo guardiamo dai campi di sci sulle montagne più alte, dalle barche a vela su laghi e mari profondi, dai rettangoli di equitazione, dai diamanti di baseball e dai poligoni di tiro con l'arco, dalle piste di pattinaggio e dai circuiti di atletica, e ancora non abbiamo finito!
Non ci servono occhiali per vedere questo mondo meraviglioso, lo vediamo attraverso lo sport!

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