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Il racconto degli Europei di Paratriathlon


Dopo diversi mesi di preparazione specifica, eccoci a Malpensa io, Claudio e il nostro ingombrante ma inseparabile tandem, in partenza per Alanya dove avranno luogo i campionati europei di paratriathlon distanza sprint cioè 750 metri di nuoto 20 Km. di bici e 5 km. Di corsa, di tutte le categorie dai giovani, i professionisti, gli amatori e i disabili. Dove gareggiamo noi nella categoria try 6-a (ciechi assoluti)

Con Claudio il ritrovo è per giovedì mattina a casa mia alle 07.00, la partenza è prevista per le 11.00 Facciamo il viaggio con altri due atleti del paratriathlon e il nostro amico Marco sopranominato il Corona del paratriathlon .

passiamo da Dussldorf, dove abbiamo la coincidenza per Antalya, dove ci aspetta un pulmino che dopo due ore ci lascerà in hotel ad Alanya alle 22.30.

molto stanchi ma prima di andare a riposare mangiamo qualcosa per recuperare le forze perse nel viaggio.

Alberto e Claudio  in posa con il tandem

La mattina del venerdì la dedichiamo a montare la bicicletta, Claudio si accorge subito che qualcosa non va nel manubrio anteriore, per un errore mio nel smontare il tandem una ghiera si era rovinata .

Purtroppo non avendo l’attrezzatura adeguata decidiamo di recarci da un meccanico ciclista che nel giro di una decina di minuti sostituendoci il pezzo, riesce a risolverci il problema…

A questo punto assieme ad un altro atleta del paratriathlon andiamo a provare il prercorso gara della frazione in bici, ci accorgiamo che tutto il manto stradale è molto scivoloso a causa della salsedine ed è e composto da piastrelle autobloccanti, e che il percorso è stato cambiato in sei giri al posto di tre.

Il pomeriggio dopo la seduta dalla fisioterapista io e Claudio decidiamo di rilassarci un po’ in spiaggia facendo anche un bel bagno al mare.

Il sabato mattina assieme al tecnico e agli altri ragazzi della nazionale andiamo a visionare tutto il campo gara.

il pomeriggio oltre al breafing previsto per le 17.30 per tutti è giornata di riposo.

La gara è prevista per domenica pomeriggio alle 14.00, la giornata è molto calda il termometro segna 35 gradi…

Dopo aver posizionato tutto il materiale e il nostro tandem, facciamo un po’ di riscaldamento e poi cerchiamo un riparo all’ombra in attesa della nostra partenza, che sarà circa venti minuti dopo le altre quattro categorie disabili.

Da questa edizione i triatleti con problemi di vista sono stati divisi in due categorie , i ciechi assoluti e gli ipovedenti, più di venti tandem in gara tra uomini e donne, la prima volta che “vedo” tanti tandem tutti assieme.

Alle 14 precise si parte, penso di nuotare bene Claudo prende delle ottime traiettorie molto strette e precise, usciamo dall’acqua, ma i tempi smentiscono le mie sensazioni,

Alberto e Claudio mentre escono dall'acqua con la muta

saliamo in bici e partiamo per i sei giri e ci accorgiamo che il percorso è molto impegnativo e abbastanza pericoloso, le nostre sensazioni del giorno prima vengono confermate.

Alberto e Claudio in tandem

ci segnalano nei vari giri di boa che purtroppo qualcuno è finito a terra e di prestare attenzione.

Alberto e Claudio in zona cambio con il tandem

Scesi dalla bici partiamo veloci per la frazione a piedi, due giri, con una salita da ripetere due volte, la quale nel secondo giro lascerà il segno nei nostri muscoli.

Alberto e Claudio al traguardo brooks

Arriviamo al traguardo molto stanchi e cotti dal sole, e ci segnalano che siamo arrivati quarti.

Purtroppo la famosa medaglia di legno.

Molto alta la partecipazione dei disabili a questi europei di paratriathlon, più di venti tandem in gara e altri 60 atleti nelle categorie disabili.

Due note negative inserire la gara del paratriathlon a conclusione della manifestazione, si rischia di non dare visibilità al movimento, e la seconda nota negativa scegliere in una gara di paratriathlon un percorso in bicicletta con un manto stradale del genere non la considero una scelta adeguata.

Grazie a tutte le persone che mi hanno aiutato nella preparazione a tavolino, negli allenamenti e nella realizzazione di questa mia impresa e all'intramontabile Claudio Pellegri.

Un ultima mia personale considerazione sulla sempre più viva convinzione di quanto lo sport sia in grado di trasmettere emozioni e quanto il binomio sport e disabilità possa essere di aiuto per superare l'immaginario riduttivo che disabilità significhi solo restare rinchiuso in casa ed aspettare qualche provvidenza.

Alberto Ceriani

E noi, proprio noi, non solo vediamo il mondo, ma lo guardiamo dai campi di sci sulle montagne più alte, dalle barche a vela su laghi e mari profondi, dai rettangoli di equitazione, dai diamanti di baseball e dai poligoni di tiro con l'arco, dalle piste di pattinaggio e dai circuiti di atletica, e ancora non abbiamo finito!
Non ci servono occhiali per vedere questo mondo meraviglioso, lo vediamo attraverso lo sport!

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