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BASEBALL AIBX: Mompracem, Cagliari, Milano: temporali di sola andata


Non concede tregua l'incalzante campionato AIBXC di baseball giocato da ciechi.

Giusto il tempo di fare uno squillo al vostro cardiologo di fiducia per un'impellente urgenza da cardiotonici resasi necessaria dopo lo stillicidio di emozioni vissute sul Leoni di Bologna solo una settimana fa, ecco che è già tempo di stringere di una tacca le cinture di sicurezza, trangugiare dosi massicce di ansiolitici e prepararsi al pathos di un nuovo turno di campionato dai contenuti tecnici decisamente intriganti e risvolti psicologici a dir poco pruriginosi anziché no.

Teatro sublime di questa nuova fantastica giornata di baseball il Celebre Diamante Kennedy di via Oliviero a Milano, rimesso a lustro per l'occasione: erba voglio -- che notoriamente fatica a sgomitare nel giardino del Re -- in perfette condizioni, sole generoso ad accarezzare sagome, palle e mazze, ventilazione leggermente apprezzabile, spalti gremiti ai limiti della capienza, per farla breve, un vero partère de roi.

Erano quattro le gare in programma lo scorso 17 aprile in questa Milano da bere affetta da sonnolenza e discanto perpetuo,, comunque vieppiù abbacinata e affascinata dal "Batti e corri per ciechi".

I Thunder's 5 Milano non potevano certo permettersi passi falsi contro la temibile Qvinta Ravenna nell'inseguimento entusiasmante che li vede impegnati nei confronti della capolista Bologna White Sox.

L'imperativo per la banda allenata dalla tetrade De Regny, Novali, Crippa, Tempesta era quindi vincere a tutti i costi: obiettivo raggiunto dai Tuoni dopo aver sudato le proverbiali sette camicie grazie ad un colpo da maestro del solito Sarvar "Iceman" Gulam che ha letteralmente sparecchiato le basi al settimo inning in situazione di due eliminati con autorevolezza disarmante, sparando un three-run homer oltre gli esterrefatti esterni ravennati che ha letteralmente fatto tremare le fondamenta degli spalti del vecchio Kennedy.

Sino a quel momento la Qvinta aveva creato grosse difficoltà i campioni d'Italia, messi psicologicamente alla frusta a più riprese da una difesa ravennate pressoché impenetrabile (Fabri Merli in cattedra grazie anche ad un 6 su 6 intonso al piatto). Tuoni costretti ad inseguire farragginosamente nel punteggio sino alla faticosa parità agguantata a quota 4 nella bassa del sesto inning grazie alla consistenza offensiva di Loredana "Robin Whood in gonnella" Ruisi (3 su 5 in battuta) e del solito Fabietto "Fairball Machine de Trastevere" Scali (5 su 6 al piatto), mentre tra i padroni di casa per l'occasione, dietro alla mostruosa prestazione di Merli, va segnalata l'ottima prova del solito Marcone Ferrigno che chiude con un ottimo 3 su 6.

Gara2 logicamente segnata dall'esito della partita precedente: Ravenna denota un vistoso calo atletico ascrivibile probabilmente alla mazzata psicologica e sportiva subita da Sarvar in chiusura di primo episodio.

Thunder's 5 che dopo essersela vista davvero brutta mezzora prima (forti miasmi di pareggio avvertibili chiaramente nelle zone limitrofe di Cisliano ed Albairate) possono dispensare agevolmente degli avversari e chiudere l'incontro con un perentorio 6 a 2 puntellato da tre cannonate del buon Sarvar che ormai inquadra la pallina come se fosse il pallone ufficiale di Sud Africa 2010.

Da segnalare una seconda performance da incorniciare per Scali che chiude con 4 su 5 in battuta, perfettamente spalleggiato da uno splendido Christian "Tatone" Tedoldi che riscatta una gara1 a corrente alternata, regalando ai compagni un ottimo 3 su 5 in attacco.

Per la Qvinta, Menzione speciale per un Marco Ferrigno ai limiti del KO tecnico, in grado comunque di realizzare un solo homer di fatto su una gamba sola, visibilmente menomato da un infortunio alla caviglia destra.

Tira un lungo sospiro di solievo capitan Cusati che in gara2 mette in campo quella difesa formato "Linea Maginot" che ne forgia il marchio di fabbrica da almeno un decennio.

Missione compiuta per i Thunder's 5 con qualche patema d'animo di troppo, onore al merito e giù il cappello di fronte a questi Ravennati coriacei, atleticamente e tecnicamente molto preparati, che da qui a fine stagione non mancheranno di impreziosire la propria bacheca di qualche scalpo di assoluto prestigio.

Il Kennedy è stato successivamente invaso dai chiassosi e simpaticissimi tigrotti del Cagliari, che definire "Rookie" (matricola) in questo campionato rasenta ormai l'offesa e non rende giustizia ad una squadra forte in ogni posizione come nel lineup, scaltra, veloce ed eccellente dal punto di vista tecnico e della tenuta mentale oltre che, ça va sans dire, "benedetta" da quella simpatia e sense of humor tutto "Patagarroso style", indigeno nella splendida Sardegna.

Cagliari sbarcava a Milano per affrontare i maestri Lampi, nel senso che il baseball isolano ha goduto di un forte impulso promozionale lo scorso anno proprio in virtù di una calata in Sardegna di una delegazione di manager mista (Lampi Tuoni) che ha predicato Blind Baseball con forte entusiasmo ai già motivatissimi ragazzi ed allenatori dei Tigers.

Come si suol dire in questi casi, allievi chiamati a superare i maestri.

Ci siamo andati molto vicini, signori!

Gara1 enrtusiasmante per colpi di scena e cambiamenti di inerzia. So che i Puristi dello "Hit & run" non converranno affatto con la mia cronaca entusiasta dando un occhio allo stat sheet di una gara conclusasi 14 a 13 a favore dei Lampi, costellata da un'infinità di valide ed RBIS che gli amici statistici dell'AIBXC Bologna mi suggeriscono essere forse la gara dal punteggio più alto in stagione.

Aficionados della prima ora, posso comprendervi ma non riesco a capirvi.....

Credo sia impossibile infatti non farsi prendere da una partita in cui Cagliari si porta immediatamente in manifesta sul 5 a 0 dopo un solo inning, viene raggiunta dopo una ripresa offensiva dei Lampi per poi staccarsi nuovamente sul 9 a 5 dopo 4 inning d'attacco prima di cedere di schianto la bellezza di 9 punti nelle successive due fasi difensive.

Dopo 4 riprese in sostanza il tabellone pseudorecita Lampi Mi 14, Tigers Ca 9 dove lo pseudo è conferito dal pennarellone Cinghiale a cui i Classificatori sono costretti per segnare lo score per mancanza di numeri effettivi a display.

I sardi tuttavia non si arrendono alla manifesta ed arrivano a sfiorare il miracolo, chiudendo il settimo inning con 13 punti a referto tra gli applausi scroscianti dagli spalti di competenti e rapiti dell'ultima ora.

Per gli amanti dei numeri, segnalo l'ottima prova in attacco di Rolly "Anticucho" Vasquez tra i Lampi che chiude con uno splendido 4 su 6 al piatto. Meglio di lui capitan Maurizio Scarso che mette a referto un incredibile 5 su 6 (lontano ricordo lo slump di un mese fa), ottimamente supportato da Hamid Oubarrahou, 5 su 6, e Claudio Levantini, 4 su 6.

Tra i cagliaritani, ottima prestazione di Andrea Pisu ed Antonello Lai che chiudono con un invidiabile 4 su 8 in battuta.

In questa gara1 al cardiopalma Cagliari ha comunque raggiunto un obiettivo importante: spompare letteralmente gli avversari.

Il secondo episodio di questa sfida è praticamente un trionfo del "Ballu Tunnu", un'autentica sinfonia cacofonica degna dei migliori Tenores di Bitti eseguita dai Tigrotti giunti da Cagliari, degni eredi delle più popolari Tigri di Mompracem.

Spazio allora per Sandokan Andrea Pisu, 2 su 4 al piatto, sostenuto dal degno compagno Yanez Andrea Spiga, corsari d'arrembaggio che in 4 mosse infliggono un duro cappotto alla derelitta piroga milanese in cui il solo Hamid abbozza una timida resistenza al termine di una gara disputata sulla distanza ridotta delle cinque riprese concordata dalle due formazioni e dall'AIBXC.

Giorgio Lai è uno scoglio insormontabile contro cui vanno ad infrangersi gli ultimi scarni fluttui di una Milano in palese riserva psicofisica a fine giornata.

Come va visto a questo punto il bicchiere da una prospettiva meneghina piuttosto che isolana?

Il quesito mi pare davvero superfluo e pacchiano.

Il bicchiere ricolmo profuma e riflette la fragranza del mirto più squisito di un'isola da cui, fortunatamente per tutto il movimento, sono sbarcati atleti risoluti ad inserirsi presto ai vertici del nostro campionato.

Riprendo, e concludo, una frase utilizzata in sede di presentazione di questa stagione AIBXC 2011, oggi quanto mai di estrema attualità:

"Don't Miss with the Missionary man", "Non si scherza con Cagliari".

Un abbraccio e Buona Pasqua a tutti.

Matteo Briglia (Bedeo)

E noi, proprio noi, non solo vediamo il mondo, ma lo guardiamo dai campi di sci sulle montagne più alte, dalle barche a vela su laghi e mari profondi, dai rettangoli di equitazione, dai diamanti di baseball e dai poligoni di tiro con l'arco, dalle piste di pattinaggio e dai circuiti di atletica, e ancora non abbiamo finito!
Non ci servono occhiali per vedere questo mondo meraviglioso, lo vediamo attraverso lo sport!

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