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Settimana bianca a Predazzo 2009

I camminatori - Prima Parte


Sabato

La partenza è prevista alle ore 8,30 di sabato 10 gennaio all’istituto di via Vivaio e 3 sono i mezzi di trasporto e precisamente il pulmino,guidato da Davide, la vettura di Giorgio e la vettura del Genio che gli è stata gentilmente prestata dal cognato in sostituzione della sua che è deceduta.

La partenza non smentisce quello che la settimana ci riserverà, bastano infatti meno di 100 metri,per perdere il Giorgio che malgrado gli accordi,devia senza seguire la carovana.

Si arriva di buon’ora a Predazzo e l’accoglienza è delle migliori con il pranzo servito al momento giusto,considerando che la fame ci stava aggredendo.

Il pomeriggio vola velocemente tra il disfare le valigie ,il socializzare con tutti e andare a prenotare gli sci. Arriva quindi l’ora della cena, dove la composizione delle tavolate avviene in maniera piuttosto casuale ciò malgrado tutti trovano posto e voglia di scherzare.

Domenica:

La Chiara,l’Alessandra,la Rosa,la Erin,il Domenico e il Genio,sono i 6 che non sono venuti per sciare ma bensì per fare lunghe camminate.

Dopo la colazione,verso le 9,30 ci si incammina verso la lunga vallata di Predazzo,coperta da moltissima neve. La stradina che percorriamo è in parte pulita dalla neve ed in parte ancora ghiacciata e le difficoltà per camminatori da città quali siamo noi,non risulta sempre facile. La Erin per consolarci ci ricorda ogni tanto che esiste la possibilità di ritorno con l’autobus. Lungo il percorso incontriamo diverse cascine e nei prati ricoperti di neve ,ci sono recinzioni dove vi sono cavalli e asini. In una di queste,troviamo appunto 2 asinelli e la loro prole che al nostro arrivo,si avvicina alla madre e succhia il latte materno.

Arriviamo a Ziano che dista pochi km da Lago e ci fermiamo a rinfrancarci in un bar dove a sorpresa l’Ale a dispetto di tutti si beve un “BOMBARDINO” e pensate bene,sono solo le 11 del mattino.

Arriviamo a Lago affamati e ci imboschiamo in un sel-service gestito in maniera a dir poco “rustica” e solo con la nostra allegria,riusciamo a sopportare le acidità della cameriera.

L’aria gelida del ritorno ci consiglia una doccia calda e ancor meglio la sauna.

Il piccolo di asino che viene allattato dalla madre e sullo sfondo Predazzo

Lunedì:

Oggi optiamo di riposare dopo i 16 km di ieri e la meta scelta (in macchina)è Falcade. Andiamo a trovare la coppia di amici Carla e Fabio che gestiscono l’albergo Cristal, dove nel 2007 siamo stati ospiti in occasione della settimana verde.

La direzione è quella del passo S.Pellegrino ,dove ci fermiamo per ammirare lo splendido paesaggio e quindi proseguiamo per Falcade. Arriviamo verso le 11 e a sorpresa troviamo l’albergo quasi deserto.

Oggi hanno deciso una giornata di chiusura e solo i titolari sono presenti. Alla nostra vista,ci accolgono con grande calore e ci invitano a pranzare con loro. Il cibo cucinato al momento è squisito ed abbondante e non manca neppure il dolce e qualche liquido infiammabile.

Dopo il pranzo ,facciamo una passeggiata attraverso un sentiero ricavato tra la neve,con pareti alte al punto tale che siamo invisibili dalla vista esterna.

Strapieni e strafelici per la sincera ospitalità,risaliamo in macchina e ritorniamo a Predazzo,questa volta attraverso il passo Valles che ancor più del S.Pellegrino,ci affascina per la meravigliosa vista delle dolomiti,rivestite di un candido manto di neve,reso ancor più evidente,dal color oro delle vette.

Siamo graditi ospiti al ristorante di Falcade

Martedì

Ieri sera l’Alessandra è ritornata a Milano e se pur rimasti “orfani” di un componente,il nostro spirito d’avventura continua. Oggi abbiamo in programma una tappa al Lusia,dove si allenano i discesisti. Arriviamo ovviamente in macchina e la parcheggiamo.

Ci avviamo verso il punto concordato telefonicamente con Flo e Rosa e con l’aiuto delle ciaspole,dovremo risalire la pista , incontrarci con Florinda e pranzare tutti insieme. Facile da dirsi ma non altrettanto da farsi. Malgrado gli accordi telefonici indicassero quale fosse il percorso da usare,noi scegliamo il sentiero che fiancheggia la pista ,che ci sembra il più idoneo,confortati anche da un camminatore estraneo al nostro gruppo,che ci riassicura sull’esattezza della direzione scelta.

Dopo ben 2 ore abbondanti dalla partenza (sul sentiero concordato sarebbero bastati 40 minuti)e su di un percorso irto e non proprio facile,arriviamo in vetta e il panorama che ci appare è strepitoso,ma non è di certo quello previsto. Le piste da sci si vedono sull’altro fronte e a distanza considerevole. Non ci rimane altro che chiamare Flo per disdire l’appuntamento e goderci lo spettacolo.

I commenti al ritorno li lascio volentieri all’immaginazione di ognuno. Non è certo questo comunque ci demoralizza tanto da non pranzare. Scegliamo panini giganti e altro,accompagnati da birra fresca e per concludere anche un buon gelato,che visto il luogo,non corre il rischio di sciogliersi.

La vetta raggiunta con lo strepitoso panorama

Eugenio Brivio

E noi, proprio noi, non solo vediamo il mondo, ma lo guardiamo dai campi di sci sulle montagne più alte, dalle barche a vela su laghi e mari profondi, dai rettangoli di equitazione, dai diamanti di baseball e dai poligoni di tiro con l'arco, dalle piste di pattinaggio e dai circuiti di atletica, e ancora non abbiamo finito!
Non ci servono occhiali per vedere questo mondo meraviglioso, lo vediamo attraverso lo sport!

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